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Non so chi sia l'autore o l'autrice del seguente
racconto, ma è sicuramente un 'anima... mi è piaciuto molto leggerlo e
sono lieta di condividerlo con i visitatori del mio sito.
C'era una volta un'anima. Non aveva mai pensato al
passato, non aveva mai pensato al futuro. Pensava soltanto al presente.
Non era mai nata e non sarebbe mai morta. Non si sa esattamente da
quando ci fosse stata e fin quando ci sarebbe stata. Era stata qualsiasi
cosa e sarebbe stata qualsiasi cosa. O meglio, era sembrata ogni cosa e
sarebbe sembrata ogni cosa. Non aveva sesso e non aveva età. Non
apparteneva a nessun paese né a nessuna razza. Si era sempre reincarnata
e si sarebbe reincarnata per sempre, perché quello era il suo destino.
Aveva vissuto attraverso i secoli. Era stata ricca e povera, colta e
ignorante, libera e sottomessa, saggia e folle, bella e brutta. Aveva
amato, odiato, condannato e perdonato, ucciso e salvato. Ma la gente
aveva sempre ignorato tutto, salvo il suo aspetto. E l'anima ne aveva
sofferto. Così, aspettava il Nirvana e sia che fosse stata uomo o donna,
bambino o anziano, guardava il cielo e piangeva. Guardava le stelle, le
stelle lontane e luminose, quelle stelle comprensive che l'avevano
sempre aiutata, con le quali parlava. Piangeva e le stelle la capivano e
la confortavano.
Diceva che dacché poteva ricordare, aveva sofferto della superficialità
della gente e aveva sperato che, col tempo, le cose sarebbero cambiate.
Ma, benché il tempo passasse, tutto era sempre uguale. E la sua speranza
andava indebolendosi, giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo
secolo, vita dopo vita. Le stelle l'ascoltavano. Brillavano e le
sorridevano con affetto. Erano le sue sorelle maggiori che le davano
consigli e amore. Le stelle somigliavano all'anima. Anche loro non
avevano sesso né età, anche loro non appartenevano a nessun paese, a
nessuna razza. Ma loro erano molto più sagge. Perché, mentre l'anima era
fatta di spirito, loro erano fatte di razionalità. Così, mentre l'anima
viveva di sensazioni ed emozioni, le stelle formulavano ragionamenti e
pensieri. E conoscevano la risposta esatta ad ogni domanda. E il loro
raziocinio era il fazzoletto che asciugava le lacrime che cadevano giù,
rigando il volto dell'anima.
Un giorno le stelle dissero:
- Ricorda piccola, non devi badare all'opinione della gente. Gli altri
giudicano dalle apparenze e non dai fatti e se ti amano quando sei bella
e ti evitano quando non lo sei, sii tu ad evitare loro perché non sono
in grado di capire che tu non cambi, sei sempre la stessa. Se non sono
in grado di capire che tu sei sempre speciale perché i tuoi sentimenti
sono veri ed eterni, non fare caso a loro! Sii tutto ciò che vuoi
essere, perché puoi trasformarti in tutto ciò che credi di poter essere.
Sii libera! Non aver paura di essere libera! E ricorda: loro ti
somigliano... anche loro hanno paura di essere se stessi perché temono
il giudizio degli altri. Succede perché non si amano abbastanza. Devi
amare te stessa ed essere libera!
C'era una volta un'anima. Era libera e felice. Le stelle erano le sue
amiche. E mentre lei era fatta di spirito, loro erano fatte di ragione.
Ma sia le stelle che l'anima desideravano raggiungere il Nirvana. E
quando il Nirvana arrivò, il tempo, i sentimenti, i consigli, lo spirito
e la ragione erano solo ricordi vaghi e confusi. Tutto era bellezza,
libertà, felicità e pace.
Tratto da cosenascoste, sito del cui
contenuto, la sottoscritta, non è assolutamente responsabile
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